Scegliere un gateway di pagamento sembra una decisione tecnica, ma è in realtà una decisione economica e di UX che impatta direttamente le conversioni e i margini. Le commissioni si accumulano sulle transazioni, la qualità del checkout influenza il completamento degli ordini, e la compliance normativa (PSD2, SCA) non è negoziabile.
Ecco un confronto pratico dei principali gateway rilevanti per il mercato italiano nel 2025.
Stripe
Stripe è diventato lo standard de facto per gli e-commerce moderni, soprattutto quelli su stack custom o Next.js. Le ragioni sono tecniche prima che commerciali.
Commissioni: 1,5% + 0,25€ per transazioni con carte europee su piani standard. Carte non europee: 2,5% + 0,25€. Nessun costo mensile fisso, nessuna fee di setup.
Pro:
- API tra le meglio documentate del settore. L'integrazione di casi d'uso complessi (abbonamenti, marketplace, pagamenti differiti) è supportata nativamente.
- Dashboard ricca di dati: tasso di successo per metodo di pagamento, motivi di fallimento, analytics sulle dispute.
- Gestione automatica della SCA e 3D Secure 2, con ottimizzazione delle esenzioni per ridurre l'attrito.
- Radar: sistema antifrode integrato basato su machine learning, attivo su tutte le transazioni.
- Stripe Checkout e Stripe Elements: componenti pre-costruiti ottimizzati per la conversione, personalizzabili nel design.
Contro:
- Non è la soluzione più semplice per chi non ha uno sviluppatore. La flessibilità richiede implementazione tecnica.
- In caso di dispute o chargeback, il processo può essere macchinoso per chi non ha esperienza.
Ideale per: e-commerce su misura, piattaforme SaaS, marketplace, qualsiasi progetto con logiche di pagamento non standard.
PayPal
PayPal è il gateway con la maggiore penetrazione tra i consumatori italiani, specialmente in segmenti demografici più anziani e in categorie ad alto rischio percepito (prima volta su un sito sconosciuto).
Commissioni: 2,9% + 0,35€ per transazioni standard. Con volumi alti i prezzi scendono tramite accordo commerciale. Commissioni tra le più alte del mercato.
Pro:
- Fiducia del consumatore. Il logo PayPal nel checkout rassicura chi non vuole inserire i dati della carta su un sito sconosciuto.
- Protezione acquirente integrata: riduce l'attrito psicologico per prodotti ad alto valore.
- Copertura internazionale estesa: accettato in 200+ paesi, con conversione valuta automatica.
Contro:
- Commissioni più alte rispetto ai competitor.
- UX del checkout che reindirizza al sito PayPal, rompendo il flusso del proprio sito.
- Gestione delle dispute tendenzialmente favorevole all'acquirente, con maggior rischio di chargeback per il merchant.
- Dashboard e API meno moderne rispetto a Stripe.
Ideale per: e-commerce B2C rivolto a consumatori italiani abituati a PayPal, prodotti ad alto valore dove la fiducia è determinante, mercati internazionali.
Scalapay e il Buy Now Pay Later
Scalapay (italiano), Klarna (svedese) e Afterpay/Clearpay sono le principali soluzioni BNPL (Buy Now Pay Later) disponibili in Italia. Permettono all'acquirente di pagare in 3 rate senza interessi, con il merchant che riceve l'importo totale subito (meno la commissione).
Commissioni Scalapay: 3,9–5,5% per transazione, a seconda del volume e degli accordi.
Pro:
- Aumento dello scontrino medio documentato: gli acquirenti tendono a spendere di più quando il pagamento è dilazionato.
- Riduzione del tasso di abbandono carrello su prodotti ad alto valore (>100€).
- Merchant riceve l'importo subito, senza rischio di insolvenza del cliente.
Contro:
- Commissioni alte. Su un prodotto da 200€ con Scalapay al 4,5%, la commissione è 9€ per transazione.
- Non adatto per prodotti a basso margine o basso valore.
- Clienti che acquistano impulsivamente a rate possono avere tassi di reso più alti.
Ideale per: fashion, elettronica, arredamento, prodotti con ticket medio-alto (100-800€) e buoni margini.
Nexi e i gateway bancari italiani
Nexi, SumUp e i gateway delle banche italiane (IntesaSanPaolo, Unicredit, BNL) sono storicamente presenti nel mercato italiano, specialmente per le aziende che già hanno un rapporto con la banca.
Pro:
- Commissioni competitive per volumi alti con accordo diretto.
- Integrazione con POS fisici per chi vende sia online che in negozio.
- Rapporto con la banca già esistente, che può semplificare le pratiche burocratiche.
Contro:
- Onboarding più lento e burocratico rispetto a Stripe o PayPal.
- API e documentazione meno moderne.
- Supporto tecnico spesso inadeguato per sviluppatori.
Ideale per: aziende con POS fisici, volumi alti con accordo commerciale, contesto istituzionale che richiede partner bancari italiani.
Come scegliere
La scelta dipende principalmente da tre variabili: il profilo del cliente, il valore medio dell'ordine e il volume mensile.
- B2C generico su mercato italiano: Stripe come principale + PayPal come alternativa
- B2C con prodotti ad alto valore (>100€): aggiungere Scalapay o Klarna al mix
- B2B: Stripe con fatturazione differita o bonifico bancario con conferma manuale
- Volumi alti (>1M€/anno): valutare accordi commerciali con Nexi o gateway bancario per commissioni personalizzate
- Mercati internazionali: Stripe per la copertura e la gestione automatica delle valute
Qualunque combinazione si scelga, la PSD2/SCA non è un'opzione: tutti i gateway devono supportare 3D Secure 2 e la gestione delle esenzioni per minimizzare l'attrito senza rinunciare alla compliance.